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Barmelle

Nome Descrizione
Punto di partenza Villa Franchini a monte del Salleret mt 1107
Tempo percorrenza 2.15h
Grado di difficoltà E
Dislivello 456 m
Periodo consigliato Giu/Ott
Caratteristiche Segnavia: 14B
Appoggio: Nessuno
Acqua: Barmelle
Tracciato: A/R stessa via
Piccolo borgo rurale ora disabitato, abbarbicato alle pendici della Tête du Mont, a picco sulla Valle di Champorcher. La mulattiera d'accesso, a tratti verticale, è sostenuta da muretti; incollata alla parete rocciosa raggiunge, probabilmente, uno dei luoghi abitati più arditi dell'intera regione. Il sentiero, sempre sufficientemente largo, richiede comunque assenza di vertigini. Escursione consigliata.

Si parte da Villa Franchini, residence a dx della strada per Champorcher, di poco oltrepassato Salleret.
La mulattiera S14B supera un torrente, si alza a sx e, pianeggiante, attraversa una zona di terrazzamenti tra ciliegi e frassini. Un paio di svolte e, poco dopo un anfratto, si tiene la sx a q. 1245.
Passaggi scalinati nella roccia si alternano a tratti in cengia, in cui il tracciato prosegue sempre nella medesima direzione. Risalita una gola e guadato un ruscello si giunge al tratto spettacolare dell'ardita mulattiera che, sorretta da muretti, compie una serie di secche svolte ravvicinate, piega a dx attraverso una macchia boschiva ed esce tra gli esigui terrazzamenti di Barmelle, dove ci accoglie un fontanile ricavato da un grande masso.
Poche decine di metri e si è nel caratteristico abitato ormai in disuso, raggiunto da una teleferica, dove troviamo anche una chiesetta, mt 1563. Si consiglia la sosta per ammirare il panorama grandioso sulla vallata sottostante, che da Pontboset si spinge sino alla Fenêtre di Champorcher.
Di fronte, nell' envers, il borgo dirimpettaio di Borney, anche esso tristemente abbandonato.
Il rientro avviene per la stessa via sino a Villa Franchini, mt 1107.

Il nome Barmelle deriva da barme, cioè riparo sotto la roccia. Tra i pochi terrazzamenti abbandonati è sintetizzata la povera economia di questo piccolo borgo, dove l'unico sostentamento erano i campi di segale e patate e qualche animale. Dapprima fu abitato dalla famiglia Savin, poi dal 1874 dai Perruchon. Vi era anche un forno e una cappella, oggi ristrutturata, che porta la data 1863. Progressivamente spopolatasi fu oggetto di un'infruttuosa perlustrazione nazista, durante il secondo conflitto mondiale.